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16.6.11

Dreaming of a white picnic




Presa dallo spostamento di scatoloni, dall'invasione di addetti ai lavori e quant'altro, quasi dimenticavo di vestire tutto di bianco per omaggiare la cucina di calycanthus e ricordare a tutti quelli che stasera si trovassero a Roma di non perdere il picnic in notturna a Villa Pamphili. Beh, dalla loro i tre calicanti hanno un'infinita eleganza, una scoppiettante creatività, una vena inventiva mai ostentata, ma sempre indossata con leggiadria e garbo. Mi sarebbe piaciuto esserci e condividere, a pelle, quest'esperienza.
Essendo arrivata ad oggi del tutto impreparata, ho fatto del mio meglio con quello che avevo in frigo. Non sono riuscita neppure a mettere insieme quattro bicchieri uguali. Non avrei saputo in quale scatolo cercarli!

BICCHIERINI con CREMA DI FORMAGGIO E MELONE

Ingredienti per 4 bicchierini:

200 g di formaggio bianco morbido (anche un ottimo caprino, se piace)

5 cucchiai colmi di yogurt bianco zuccherato

40 g di zucchero a velo (mettete meno o più, basta assaggiare!)

1/2 baccello di vaniglia

1/2 cucchiano (piccolo) raso di agar agar in polvere

1/3 melone retato sodo e maturo

5 cucchiai d'acqua+5 cucchiai di liquore (Strega, martini bianco, porto)

Tagliate il melone a piccoli dadini e sistemateli nei bicchieri. In un pentolino unite 5 cucchiai d'acqua, 5 cucchiai di liquore e 3 di zucchero. Portate a bollore, poi unite l'agar agar stemperandolo e tenete ancora sul fuoco una ventina di secondi. Spegnete e versate 1 cucchiaio abbondante di sciroppo in ogni bicchiere. Tenete da parte il rimanente.
In una ciotola sbattete insieme il formaggio, lo yogurt, lo zucchero a velo e i semi della vaniglia. Unite lo sciroppo e con una tasca da pasticceria versate la crema nei bicchieri.
Tenete in frigo una mezz'ora prima di servire.
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12.1.11

Riso al salto

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Dopo tutto questo tempo rompere gli indugi non è semplice! Forse la scelta migliore è ricominciare a parlare di ciò che ci accomuna e per cui, se pur a intermittenza, ci si ritrova a leggere, imparare, sorridere. E così saltiamo subito al dunque, a questo piatto che è insieme buono e semplice. Eh si, perchè dopo i bagordi e la sontuosità dei pasti di festa, ho voglia di cibo leggero, veloce e sano: cereali, verdure, pochi grassi, ma buoni, e tanta frutta fresca.
I milanesi sanno meglio di me che un riso al salto doc richiede avanzi di risotto alla milanese, ma vi assicuro che qualunque altro risotto avanzato si presta ottimamente. Avrete capito, tra l'altro, che questo è un piatto di riciclo anche se tra l'incombenza svuota-frigo e il preparare di proposito un pò di risotto in più all'uopo, vi assicuro che il passo è breve...
Dunque cosa serve? Del risotto, freddo, colloso, umido, insomma proprio quello tenuto via dal giorno prima, poi una bella padella antiaderente (mi raccomando, è fondamentale!), un filo d'olio e stop. L'unica accortezza è usare un risotto generosamente mantecato con il formaggio. Proprio questo, sciogliendosi, crea la crosticina che vedete in foto e che, in sostanza, è la parte migliore.
Lo provate?



RISO AL SALTO

Ingredienti per 2 persone:

600 g di risotto (nel mio caso alla zucca e caciocavallo)

2 cucchiai d'olio

pepe bianco, se piace

Dividete il risotto in due parti. Scaldate una padella antiaderente ungendola con un cucchiaio d'olio. Sistemate il risotto dando una forma rotondeggiante, come fosse una frittella. Non stendetelo ad uno spessore superiore al mezzo centimetro. Fate rosolare fin quando non diventa dorato e croccante, circa 10 minuti. Poi girate dall'altro lato e proseguite la cottura per circa 8 minuti. Procedete ugualmente con l'altro riso. Dividete le "frittelle di riso" in triangoli e servite caldissime.




Riso al salto is one of the best way of reworking leftover risotto. Use any risotto you like. Be sure that it contains a good amount of cheese which melts and creates a crisp and delicious crust.

RICE "AL SALTO"

Serves 2:

3 cups leftover cold risotto (i used pumpkin and cheese risotto)

2 tbsp oil

white pepper to taste

Divide risotto into two parts. Preheat a non-stick skillet and lightly grease it with 1 tbsp of oil. Add the rice and shape it like a pancake, not thicker than 1/4 inch. Sauté on one side until crispy and golden, about 10 minutes, then flip and repeat for other 8 minutes or so. Proceed with the remaining risotto.
Cut the "rice pancakes" into triangels and serve very hot.
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17.9.10

Lenticchie? Si, ma in insalata, con sgombro e lamponi!

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Non ricordo dove avevo letto di un'insalata con lenticchie, tonno e lamponi. Fatto sta che oggi ero troppo impigrita per mettermi a spulciare tra le mie pile di riviste! Quindi, posto che una vaga idea c'era, l'ho solo riformulata nel modo che mi piaceva di più. Niente tonno, ma sgombro e poi erba cipollina, direttamente dalle mie piantine! Che poi, vi chiedo, capita solo a me di cucinare con un certo tasso di compiacimento (a cui si affianca inevitabilmente un sorriso da idiota) solo perchè sto tagliuzzando un paio di erbette che ho piantato io?
Queste sono le piccole soddisfazioni di chi avrebbe voluto nascere in campagna e alpiù si ritrova con qualche vaso sul balcone!

Per la ricetta, mi pare che il titolo dica tutto. Un piatto molto veloce (se avete già cotto le lenticchie, certo!) e assolutamente adattabile (tanto per dirne una, sgombro=trota affumicata=sardine). A mio avviso i lamponi ci stanno più che bene, al pari di qualsiasi altro tipo di frutta profumata, succosa e un pò acidina.


INSALATA DI LENTICCHIE, SGOMBRO E LAMPONI

Ingredienti per 2 persone:

400 g di lenticchie già cotte (le ho semplicemente bollite in acqua e salate alla fine)

6 filetti di sgombro sott'olio

una manciata di lamponi

1 cucchiaio di aceto di lamponi

4 cucchiai d'olio extravergine d'oliva

erba cipollina

alcune foglie di lattughino

Preparate un'emulsione con aceto e olio, aggiungendo sale se necessario. Condite le lenticchie, disponetele nei piatti, adagiate i filetti di sgombro, scolati dall'olio e i lamponi e infine guarnite con il lattughino e l'erba cipollina tagliuzzata.
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LENTIL, MACKEREL & RASPBERRY SALAD

Serves 2:


2 cups lentils*

6 mackerel fillets in olive oil, drained

4 tablespoons extra virgin olive oil

1 tablespoon raspberry vinegar

a handful of fresh raspberries

1 teaspoon chives, finely chopped

a handful of small salad leaves

Whisk togheter raspberry vinegar, olive oil and salt, if necessary. Add to the lentils and gently stir to combine.
To serve, place lentils onto each of two serving plates. Top with mackerel fillets and raspberries and garnish with chives and salad leaves.

*soak the lentils for 1 hour, then drain them and boil in fresh water for 1-1/2 hour, or until tender. Add salt once the lentils are completely cooked. You can use drained canned lentils as well.

Lenticchie, erba cipollina
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3.3.10

Pesto di spinaci


Quando si torna a casa infreddoliti e affamati e si scorge il quasi-nulla in frigo si fanno delle riflessioni profonde. Io, per esempio, riflettevo sul fatto che anche un paio di ingredienti tristi e solitari possono godere del loro momento di celebrità se frullati insieme con una generosa dose di olio buono, qualcosina di croccante (noci, mandorle, nocciole) e qualcos'altro di sapido (formaggio, colatura di alici, alici sott'olio, pomodori secchi, olive).

Un buon pesto può far riscattare anche l'ultimo avanzo di cavolo lesso o le ultime foglie appassite di rughetta!
Tutto questo mi balenava in testa mentre osservavo l'ultima manciata di spinaci (quelli teneri, con il gambo sottile e rosa) e ricordavo un pesto basilico-mandorle-limone che mi aveva conquistato in un chiosco vegano a Londra. Il resto, è venuto da sè!
Questa salsina goduriosissima è stata provata con alto tasso di gradimento su pasta, pesce lesso, bulgur, farro, patate e anche su una semplice fetta di pane!




PESTO DI SPINACI, MANDORLE E LIMONE


Quantità sufficiente a condire 500 g di pasta:

200 g di spinaci teneri freschi

50 g di mandorle con la buccia

50 g di parmigiano grattugiato

1/4 di spicchio d'aglio

la buccia di 1 limone

sale grosso

2 cubetti di ghiaccio

olio q.b.

Mettete nel mixer gli spinaci, l'aglio, il parmigiano, il ghiaccio e una manciata di sale grosso. Azionate le lame a più riprese. Questo serve per non sfibrare e per non far ossidare gli spinaci. Quando il composto inizia a diminuire in volume aggiungete le mandorle e l'olio a filo, regolandovi in base alla consistenza che desiderate. Le mandorle devono rimanere a pezzetti. Alla fine aggiungete la buccia del limone e 2 cucchiai del suo succo. Coprite la superficie d'olio e conservate fino all'utilizzo.

Se volete surgelare il pesto non mettete la buccia del limone, che aggiungerete solo quando dovrete usarlo. Potete surgelare il pesto nei bicchierini di plastica, oppure potete metterlo in una vaschetta per il ghiaccio. Una volta congelato, tirate fuori i cubetti e metteteli in un sacchetto. All'uso, prenderete la quantità di cubetti necessaria.

23.2.10

Di rucola e mocetta

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Buongiorno e buon inizio settimana a tutti! Oggi poco tempo e una ricetta veloce veloce!! A vederla vi sembrerà la classica bresaola con rucola. Beh, nulla di più complicato, ma con qualcosa in più! Al posto della bresaola (dopo aver assaggiato quella artigianale è difficile accontentarsi ) ho usato la mocetta (o motzetta). Ho scoperto questo salume di recente, ma vi consiglio caldamente di acquistarlo. Si tratta di un prodotto tipico della Valle d'Aosta, un tempo preparato con la coscia dello stambecco, oggigiorno con il camoscio, la capra o il bovino, in quanto lo stambecco è diventato animale protetto di cui è vietata la caccia. I buoni contadini utilizzavano il sistema di salatura ed essiccazione per rispondere alla necessità di conservare la carne quanto più a lungo possibile. Così ripulivano la coscia dal grasso e dai nervi, la conciavano con sale, erbe e spezie, e la lasciavano a macerare un paio di settimane nei doils di castagno o rovere. Dopodichè c'era la stagionatura che variava a seconda della grandezza del pezzo di carne. Oggi il procedimento è lo stesso. Quello che cambia è l'animale usato. Sarà molto più probabile trovare la mocetta di bovino in commercio, piuttosto che quella di capra o camoscio, piuttosto rare.
Le erbe e gli aromi con cui la carne viene conciata, le regalano un profumo di montagna eccezionale! Le carni sono quasi prive di grasso, il colore è un rosso brillante (talvolta più scuro se il salume è maggiormente stagionato) lievemente punteggiato da linee di grasso.
Non c'è bisogno di molte manipolazioni per gustare al meglio la mocetta. Infatti in Valle d'Aosta la servono spesso con pane integrale e burro, una delizia!
Una nota sul condimento. Invece di olio e limone ho preparato una cremina velocissima, soprattutto per spegnere l'amaro della rucola. E' un condimento jolly, che potete plasmare a vostro piacimento e a seconda del piatto da condire.


INSALATA DI RUCOLA E MOCETTA CON CONDIMENTO CREMOSO

Ingredienti per 2 persone:

2 manciate di rucola selvatica (1 mazzetto circa)

1o fette di mocetta

pinoli


Per il CONDIMENTO CREMOSO:

6 cucchiai d'olio

2 cucchiai di succo di limone

3 cucchiai di parmigiano grattugiato

sale e pepe

Lavate la rucola e scolatela bene magari aiutandovi con una centrifuga per insalata. Disponetela nel piatto da portata, adagiandovi sopra le fette di mocetta. Tostate i pinoli, che userete per ultimi.

Preparate il condimento nel seguente modo: mettete tutti gli ingredienti in un barattolo, chiudetelo bene con un coperchio e agitatelo per un paio di minuti. Il gioco è fatto! Distribuite la cremina nel piatto e guarnite con i pinoli.

Come dicevo prima, si tratta di un condimento molto versatile. Basta rispettare le proporzioni: 3 parti di olio per 1 parte di succo di limone. Potete scegliere l'olio che preferite e sostituire al succo di limone l'aceto (di vino, di mele, balsamico). Al posto del parmigiano potete mettere della feta sbriciolata o dei fiocchi di latte. Se volete, invece, ridurre l'olio, sostituitene una parte con dell'acqua. Infine potete sbizzarrirvi unendo bucce d'agrumi, senape, acciughe o tutto quello che vi stuzzica e trovare la vostra combinazione preferita!

19.2.10

Incontro indo-campano: il lassi allo yogurt di bufala

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Oggi torno indietro a un paio di post fa, quando vi ho parlato dello yogurt autoprodotto. Se ricordate, si trattava di yogurt di bufala. La ragione per cui avevo deciso di usare il latte bufalino è molto semplice. In pratica, erano anni che sentivo parlare di questo yogurt di bufala, ma, nonostante l'impegno, non ero mai riuscita a trovarne. Il che non mi stupisce più di tanto se penso che nemmeno una mozzarella degna di questo nome si trova facilmente in commercio (ma questa è un'altra storia!).
Questo yogurt è davvero speciale! Se al primo assaggio avrete la sensazione che state mangiando mozzarella, al secondo la abbandonerete, lasciandovi conquistare dal gusto pieno, ma non eccessivo del latte di bufala. Lo yogurt di bufala risulta più grasso di quello a base di latte vaccino, contenendo il latte stesso una percentuale di grassi maggiore (latte di vacca intero 3,2% - latte di bufala 6,8%).
Se volete godervelo appieno, a parte mangiarvelo a cucchiaiate, diluite lo yogurt con del latte, unite tanto zucchero di canna e miscelate con uno shaker, sarà una bevanda buonissima! A parte questo, io mi sono fatta un bel bicchierone di lassi. Ho dato uno sguardo a quello che avevo sottomano e ne è venuto fuori questo!


LASSI DI BUFALA ALLA PESCA, ZENZERO E CARDAMOMO

Ingredienti per 2 persone :

300 g di yogurt di bufala

4 mezze pesche sciroppate

1 cucchiaio raso di zucchero

4 cubetti di ghiaccio

2 cm di zenzero fresco grattugiato

3 bacche di cardamomo

Mettete tutti gli ingredienti (tranne il cardamomo) in un mixer e frullate fin quando i cubetti di ghiaccio non faranno più rumore, in quanto si saranno ben triturati. Versate nei bicchieri e guarnite con i semini di cardamomo che, in questo caso, non hanno funzione puramente decorativa, ma danno un gusto ben preciso. Se non consumate subito, tenete in frigo al massimo per un giorno, agitando nuovamente prima di servire.

12.11.09

Insalata di spinaci e salmone affumicato

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I rami si piegano sotto il peso di frutti sanguigni. I limoni colorano giornate un po' grigie e i primi spinaci fanno capolino tra i banchi della verdura.
Questo piatto nasce così, mettendo insieme gli ingredienti che avevo in casa per preparare un antipasto veloce e simpatico che può risolvere in modo non troppo impegnativo un'entrée di pesce. Gli spinaci devono essere piccoli e teneri. Mentre il melograno, meglio sceglierlo un pò più acerbo. In questo modo contrasta meglio il gusto dolce del salmone. I pistacchi danno quel tocco di croccantezza in più e il gusto inconfondibile degli originali di Bronte a cui non ho saputo rinunciare.


SALMONE AFFUMICATO CON VINAIGRETTE AL MELOGRANO


INSALATA DI SPINACI E SALMONE CON EMULSIONE AL MELOGRANO

Ingredienti per 4 persone:

12 fette di salmone affumicato di ottima qualità

1 o 2 mazzetti di spinaci (dipende dalle dimensioni)

1 melograno

1/2 limone

una manciata di pistacchi di Bronte

pepe nero

olio extravergine d'oliva

Lavate accuratamente gli spinaci con acqua fredda, sgocciolate l'acqua in eccesso e fateli asciugare su un canovaccio. Non strizzateli altrimenti si anneriscono.
Preparare la vinaigrette con il succo di melograno, quello del limone, sale, pepe e olio. Le proporzioni devono essere 1:3, cioè una parte di succo limone-melograno per 3 di olio. Il modo più pratico per preparare l'emulsione è porre tutti gli ingredienti in una bottiglietta o in un vasetto e agitare fin a quando saranno ben amalgamati. In alternativa ponete il succo, sale e pepe in una ciotola e sbattete con una piccola frusta aggiungendo l'olio a filo.
Il primo metodo è il migliore, anche perchè consente di conservare il tutto chiuso in frigo fino all'utilizzo (e comunque lo si può tenere anche 7-8 giorni).
Preparate i piatti da portata disponendo come gradite gli spinaci e le fette di salmone. Se le foglie di spinaci sono troppo grandi, spezzettatele con le mani e non con il coltello, per evitare l'ossidazione. Condite con l'emulsione, aggiungete qualche pistacchio tritato, i chicchi di melograno e servite.

Qualche suggerimento


- Se le fettine di salmone non sono abbastanza sottili, possono essere battute delicatamente, dopo averle messe tra due fogli di carta trasparente.

- Per ricavare il succo dal melograno fate così. Tagliatelo a metà e battete con un cucchiaio dalla parte della buccia. Così facendo cadranno giù tutti i chicchi. Sistemateli in uno schiacciapatate e spremeteli.


- Potete disporre spinaci e salmone nei piatti e conservare in frigo, ma condite solo al momento di servire, per non rischiare che le foglie appassiscano.
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29.10.09

Inizia il viaggio

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Con una leggera emozione e tanto entusiasmo mi accingo a scrivere il mio primo post. Ho pensato a lungo alla possibilità di creare questo spazio e spesso mi sono fermata allo start. Ma è bastato chiudere in un cassetto le mie manie di perfezionismo, mettermi davanti alla tastiera e lasciarmi avvolgere da quella leggiadra serenità che mi coccola quando sono ai fornelli, quando parlo del cibo, quando lo condivido. E' bastato lasciar scivolare sui tasti color lava le pulsazioni e le emozioni che provo quando cucino. Inizia qui il mio viaggio in questo mondo spiato a lungo e che, da oggi, spero di vivere con grande intensità.

La pasta alla puttanesca è uno dei piatti che, nella loro semplicità, riassumono i gusti della cucina partenopea. Pasta lunga, pomodorini, capperi e olive, per un sugo forse banale, ma gustato sempre fino all'ultima goccia, a suon di scarpetta. E probabilmente pochi altri piatti a casa mia competono con questo in quanto a rapidità di esecuzione e tasso di gradimento! Io vi propongo la ricetta della nonna, da sempre cuoca prescelta per questo piatto!


LINGUINE ALLA PUTTANESCA


LINGUINE ALLA PUTTANESCA

Ingredienti per 4 persone:

400 g di linguine o altra pasta lunga

mezzo bicchiere d'olio extravergine d'oliva

2 spicchi d'aglio interi e schiacciati

una decina di pomodorini ciliegino

una manciata di capperi sottosale ben sciacquati

una decina di olive nere di Gaeta private del nocciolo

1 peperoncino

Portate a bollore abbondante acqua, salatela e calate la pasta.
Nel frattempo preparate il sugo. Fate rosolare aglio e peperoncino nell'olio per un paio di minuti, poi unite i capperi, i pomodorini ed infine le olive (tagliandole a metà, se preferite). Cuocete a fuoco allegro per una decina di minuti scarsi. Scolate la pasta al dente e fatela mantecare nel sugo aggiungendo, se necessario, un po' d'acqua di cottura. A piacere servite spolverando con del prezzemolo tritato finemente.

Del pomodorino schiacciato

Come da buona allieva della nonna, quando faccio la puttanesca non taglio mai i pomodorini con il coltello, ma li schiaccio leggermente con il palmo della mano. L'effetto è quello di avere dei pomodorini semi-aperti che cuocendo, non rilascino del tutto il loro sugo, restando belli appassiti fuori e umidi e golosi all'interno.
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