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10.5.11

Sciroppo di sambuco e sherbet. Due bevande per l'estate.

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Quest'anno ho voluto approfittare della breve ma intensa fioritura dei fiori di sambuco. Giusto in tempo, prima che la tempesta dei giorni scorsi li portasse via definitivamente (insieme ai tanto agnognati fiori d'acacia che neanche quest'anno proverò in tempura!). Qui in Campania non c'è alcuna tradizione gastronomica legata a questi fiori i quali, invece, mi riportano alle mente le bellissime giornate trascorse in Trentino e Alto Adige dove lo sciroppo di sambuco diluito nell'acqua è la bevanda estiva più gettonata, che si trasforma in aperitivo molto cool nell'altrettanto famoso Hugo (cocktail a base di prosecco, acqua minerale, foglioline di menta e sciroppo di sambuco). Mi sono già pentita di averne fatto poco. L'anno prossimo terrò sotto controllo piante e meteo. Nostalgici delle vacanze altoatesine e non se potete, replicate!



SCIROPPO DI SAMBUCO

Ingredienti per circa 2 litri:

15 fiori di sambuco*

1,5 litri d'acqua naturale

4 limoni grandi

1 kg di zucchero semolato

Scegliete bene i fiori e lavateli delicatamente, eliminando eventuali insetti e residui di foglie o polvere. Procuratevi un barattolo di vetro a chiusura ermetica ben capiente e sistemateci dentro i fiori. Lavate i limoni e tagliateli a fette. Unite anche questi ai fiori. Coprite d'acqua, chiudete e lasciate macerare per 7 giorni. Trascorso questo tempo, filtrate il liquido, pressando bene i fiori e i limoni in modo che rilascino i loro umori nell'acqua. Ripetete l'operazione se necessario. Ponete il liquido in una pentola capace, unite lo zucchero e fate sciogliere completamente su fiamma bassa. Fate raffreddare, poi imbottigliate e conservate in frigo per almeno un mese prima del consumo.
Lo sciroppo si serve diluito con acqua fredda.

*raccolti, come ovvio, in luoghi quanto più puliti e lontani da fonti di inquinamento

Per la preparazione dello sciroppo ho consultato diverse ricette. Molte prevedevano l'utilizzo di acido citrico in polvere da utilizzare come conservante. Avendo letto che, in dosi esagerate, questo può avere effetti negativi e non potendo quantificare le *dosi esagerate*, ho preferito evitare. L'unica controindicazione sta nel fatto che lo sciroppo, così preparato, necessita di essere conservato in frigorifero.



E poichè mi da molta gratificazione viaggiare nel mondo a suon di forchetta, vi propongo un'altra ricetta molto versatile, spostandomi dalle fresche Alpi alle caldissime distese del magrebh e della penisola arabica.
Scoprii lo sherbet qualche anno fa in una raccolta di ricette internazionali.
La parola sherbet conosce numerose trascrizioni, passando dall'hindi al persiano, dall'arabo all'inglese, dal turco all'egiziano. Comunemente per sherbet si intende uno *sciroppo* a base di frutta (agrumi, melograno, mele cotogne, ciliege), spezie, acqua e zucchero. La versione che conosco si prepara con i limoni o le arance; una sorta di limonata (o aranciata) che si arricchisce di aromi differenti nelle diverse regioni. E' un drink molto dissetante che mi piace servire come aperitivo con del prosecco oppure, rispettando la versione originaria, con acqua frizzante in accompagnamento a pietanze speziate e piccanti, come gli stufati di ispirazione berbera, i tajine o gli shish kebab. A me piace moltissimo versare lo sherbet in bicchieri ghiacciati con foglioline di mente e piccole scorzette di limone, da sentire sotto i denti. Molti non gradiscono, quindi, fate un pò voi!
Al più presto non mancherò di provare versioni nuove e più speziate. Mi intriga molto quella con le ciliege. Un buon sherbet non può mancare nelle cene estive, ai picnic e nei barbecue. Portatene un paio di versioni e fate scegliere ai commensali!



SHERBET AL LIMONE (ricetta iraniana)

Ingredienti per circa 20 porzioni:

1,5 dl di succo di limone*

la buccia grattugiata di 2 limoni

4 rametti di menta

2 bacche di anice stellato

200 g di zucchero

acqua frizzante e cubetti di ghiaccio per servire

Portate a ebollizione lo zucchero con il succo di limone, le scorze e l'anice. Appena bolle unite anche la menta e lasciate sobollire per una decina di minuti. Filtrate lo sciroppo, fatelo raffreddare poi ponetelo in frigo almeno una notte.
Per servire, versate un cucchiaio abbondante di sciroppo in ogni bicchiere e colmate con acqua (o prosecco) e cubetti di ghiaccio. Girate bene, perchè tende a depositarsi sul fondo dei bicchieri.
Lo sciroppo si conserva per un paio di mesi in frigorifero, in bottiglie di vetro ben sigillate.

*a piacere, sostituite i limoni con le arance

6.3.10

Mulligatawny soup

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Marzo, un mese un pò bizzarro per il clima vulnerabile, le giornate fresche e soleggiate, o cupe e fredde. Sarà perchè ci sono nata in questo mese, sarà che un distacco troppo forte dall'inverno poco si concilia con il mio umore, ma a me questo balletto climatico piace. E mentre passo da un'insalata di bulgur a un panino leggero, il vento gelido mi coglie all'improvviso e mi fa venire voglia di zuppa. Non una zuppa qualsiasi, ma un piatto tanto confortante che ha accompagnato spesso le mie cene invernali. Così ho lavato qualche carota, aperto i miei barattolini di spezie e in 5 minuti era già tutto sul fuoco!


Mulligatawny è una zuppa nata nell' 800 per deliziare il palato degli amministratori inglesi che risiedevano in India. Agli indiani era del tutto sconosciuto l'uso di servire una zuppa per cena, così come d'uopo in Inghilterra. Con degli ingredienti base della loro cucina, crearono questo ibrido per accontentare i loro governatori. Nonostante il nome mulligatawny in Tamil significhi "pepper water", il pepe non è tra gli ingredienti principali. E anzi, a quanto pare, non si può fare una lista di ingredienti base. Infatti se molti usano brodo, con pollo e verdure, altri preferiscono una versione con riso e latte di cocco o ancora lenticchie e yogurt. Insomma, le varianti sono infinite. Solitamente c'è una base di brodo in cui sono cotte verdure e/o legumi aromatizzate con spezie, arricchite con yogurt o latte di cocco e servite con riso e/o pezzetti di carne.

I pregi di questa zuppa sono tanti: è veloce da preparare, poco calorica, versatile e buonissima! Io la preferisco tiepida, con tanti crostini di pane o con una bella ciotola di basmati. Ho trovato perfetta ed equilibrata la combinazione di spezie: tutte di carattere, ma non eccessive. Il tocco finale dello yogurt, proprio della cucina indiana, è una chicca che copierete anche per altre preparazioni!

MULLIGATAWNY SOUP

Ingredienti per 1 persona:

4 carote

2 pomodori pelati

1 cucchiaino d'olio

1/2 cipollina fresca (solo la parte bianca)

1 punta di cucchiaino di curcuma, cannella, cumino, coriandolo, pepe nero, peperoncino

2 cm di zenzero fresco grattugiato

3 bicchieri di brodo vegetale

3 cucchiai di yogurt bianco non zuccherato

Mettete in un pentolino a freddo l'olio, la cipollina tritata, le spezie secche e lo zenzero. Accendete il fuoco e fate riscaldare un minutino. Fate attenzione, poichè l'olio è poco e le spezie potrebbero bruciare. Aggiungete le carote tagliate a pezzi grossolani, i pelati e coprite con l'acqua. Fate cuocere con il coperchio una mezz'ora o fin quando le carote saranno tenere, aggiungendo acqua se necessario. Spegnete il fuoco, frullate con il frullatore a immersione, aggiungete lo yogurt e impiattate. Servite con pane o riso basmati.
Io ho tagliato le carote a tocchetti grossi. Se andate di fretta, fatele a rondelle sottili e cuoceranno nella metà del tempo!

Volendo potete preparare la crema e conservarla qualche giorno in frigo. In tal caso tenete presente che lo yogurt va aggiunto solo prima di servire. Se, infatti, lo mettete prima di riporre in frigo la zuppa, quando la scalderete, si creeranno dei grumi poco piacevoli per la consistenza e il gusto. Al contrario, l'aggiunta dello yogurt serve a conferire cremosità e freschezza.


Ringrazio Luca e Sabrina per il premio che mi hanno donato. Sono molto contenta che abbiate pensato a me.